Corpi e immagini, organico e artefatto

Alphabet, Anthon Beeke, 1970

Il progetto di questa tesi mi vede circondato di immagini. Fotografie, pitture, sculture, disegni, immagini digitali, è la rappresentazione del corpo attraverso l’immagine che analizzo e perlustro. Per capire il corpo come media, faccio uso di immagini. E nelle letture affrontate fino ad ora, la tecnologia assume i connotati (anche e non solo) di immagini. È una nostra estensione, un’estensione del corpo; anzi, se pensiamo al corpo rappresentato in un’immagine, allora possiamo dire che tale tecnologia ci permette di estendere, rendere altra la nostra forma fisica. L’estensione, quella più volte ribadita da McLuhan e ripresa da Bolter nel concetto di rimediazione, offre un’opportunità enorme, quella di guardare il nostro corpo da un altro punto di vista. Sì, lo so, inizierà a voi quattro lettori del blog a darvi la nausea, ma non posso mettere da parte l’intuizione della rimediazione: non posso perché di fatto l’immagine rimedia la forma fisica grazie a linee, forme e colori, ma allo stesso tempo agisce sulla forma fisica in quanto carne, muscoli, tessuti connettivi, pigmenti. È un processo di continui ed infiniti rimandi. Il chirurgo estetico prima di agire su un corpo, disegna sulla pelle linee, tratteggia forme, cancella parti. Poi può proiettare l’immagine che ha in mente di quel corpo rimodellato su un computer. Infine agirà sulla materia modellandola secondo le modalità espresse dalle immagini.
Ho letto in questi giorni un piccolo saggio, si intitola Verso una società artificiale, l’autore è Heinrich Popitz, filoso, che fornisce notevoli spunti di riflessione su concetti di ordine sociologico e antropologico. Nel libro si parla dei processi di artificializzazione dell’uomo e degli strumenti a disposizione per poter attivare, e sofisticare, tali processi. C’è un passaggio che ho reputato utile ai ragionamenti che sto intavolando tra le mie scartoffie e questo blog e riguarda il concetto di artefatto. Popitz ci dice che, produrre artefatti, deriva dall’ingegno dell’uomo nel soddisfare tre esigenze. Quali? Sostituzione: pensiamo ad un coltello che sostituisce i denti nell’atto di lacerare carni, tagliare tessuti, dividere materiali vari; rafforzamento: il filosofo indica come esempio il martello il cui effetto supera quello del pugno; esonero: il mezzo con ruote che permette all’uomo di esonerarsi dal trasportare pesi da un luogo all’altro. Infine, Popitz tende a fare una precisione, l’artefatto non deve essere interpretato come la soluzione ad una mancanza fisica, ma come protesi organica. L’uomo intende il proprio corpo come il connubio tra artificio e natura, uomo che dotato di artefatti può esigere e raggiungere maggiore efficienza nelle pratiche svolte. L’uomo ha sempre fatto uso di artefatti. Lo stesso corpo, del resto, offre funzioni notevolissime che l’artefatto rende più complesse, più funzionali, più determinanti.

da Andrea de Jorio, La mimica degli Antichi investigata nel gestire napoletano, 1832

Popitz si concentra molto sulla funzione della mano: è un organo fondamentale per una serie infinita di ragioni. La mano afferra, scuote, plasma, difende, tocca, esplora… insomma, è quello strumento indispensabile per capire e modificare ciò che ci circonda. Per quel che mi riguarda (considerato quello che sto scrivendo) la mano assume un ruolo centrale nel rapporto immagine e corpo. Tra gli artefatti, naturalmente, ci sono anche loro, le immagini. La mano rientra in quella triangolazione organica che ci permette di produrre artefatti, nel nostro caso immagini: mano, cervello e occhio collaborano per far sì che si possa realizzare qualcosa. Popitz scrive:

La mano, il cervello e l’occhio agiscono nel senso di un circuito di regolazione: si potrebbe chiamare circuito di regolazione tecnico-organica. La mano fa il lavoro (plasma l’argilla creando una figura oppure utilizza uno strumento) e con ciò produce una trasformazione all’esterno del sistema costituito dall’organismo umano. L’occhio – in quanto «sensore» del sistema – percepisce questa trasformazione e la comunica al cervello. Il cervello – in quanto «regolatore» – confronta i dati trasmessigli in funzione di determinati valori finali che ha prodotto […] e, nel caso di deviazioni, corregge la mano, che si regola di conseguenza.

Nella costruzione di immagini, i tre organi agiscono per trasformare immagini interne in immagini concrete, esterne. La mano per giunta offre la conoscenza attraverso il tatto; conoscenza della materia toccando oggetti, e conoscenza sociale toccando altri corpi. La capacità tattile, per Popitz, è strettamente legata a quella immaginativa: il tatto trasmette dati al cervello che crea immagini interne, tali conoscenze verranno poi esternate sempre attraverso la trasmissione delle informazioni dal cervello alla mano che realizzerà figure concrete, immagini insomma. Ecco allora che le immagini e corpo trovano, ancora una volta, una connessine organica. Più esploro questo mare e più penso che le due cose siano legate tra loro, direi mescolate, una matassa da conoscere e non da districare. Perché la bellezza sta proprio nelle linee che si incrociano, nelle intersezioni, nel groviglio.

Annunci

Informazioni su andreapatassini

Andrea Patassini detto Patassa si occupa di tecnologie per l'apprendimento, e-learning, coding e pensiero computazionale. Appassionato di fumetti (in tutte le salse), deve capire come far entrare in libreria tutti i numeri del Topo.
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Corpi e immagini, organico e artefatto

  1. Maurizio ha detto:

    Se possibile, con tutte le cautele del caso che una mia tale richiesta può avere, vorrei leggere la tesi quando l’hai terminata. Argomento a mio avviso interessantissimo. In bocca al lupo!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...